ARTISTI

FRANCO CLARY: UN'ALTALENA TRA SOGNO E REALTA' 

Una vita al servizio dell’Arte, Arte di cui Franco Clary ne ha fatto uno dei suoi motivi di vita.  Quaranta anni di carriera a partire dagli anni Settanta, segnata dall’esperienza grafica nel campo “cartellonistico”, Clary affonda le sue radici e matura la sua abilità nell’arte pittorica. Opere dai temi profondi, un universo dove la centralità delle problematiche umane ha destato da sempre il suo interesse e ne ha attratto la sua riflessione, rivolta all’uomo moderno, oppresso molto spesso dalle strutture della città.





Clary trasferisce su tela tutte le sue emozioni, riportando alla memoria quelle tematiche degli esordi, ancora vivo il suo interesse per l’uomo, per i suoi sogni, un uomo in bilico sul sottile filo che lega la realtà alla finzione, alla fantasia.

Tra gli elementi fissi e mobili delle sue composizione pittoriche, l’artista produce nel fruitore una ricerca attenta al particolare, al significato che quel simbolo, in quel contesto, può assurgere a significato. Così una “poltrona gialla” diventa metafora del luogo dei ricordi, dell’attesa, che a volte può anche rimanere vana; una finestra è, in alcuni casi, un davanzale che propende verso l’esterno, verso un luogo migliore, verso la speranza, ma in altri casi è chiusura, è simbolo di difesa per chi, dall’interno, si protegge da minacciose vele nere che oscurano la casa e che magari il vento prima o poi porterà via, restituendo il sereno.

Un percorso artistico in crescendo, un’attività fervida, sviluppata su tutto il territorio nazionale, innumerevoli le rassegne personali e collettive, altrettanto attiva la sua produzione artistica che gli ha consentito di ottenere premi e riconoscimenti.

Da ultimo, è presente alla XXXVI Edizione del Premio Sulmona, unica presenza da Taranto, selezionato tra una ristrettissima cerchia di artisti contemporanei, 110 in tutta Italia, invitati da una prestigiosa commissione di critici. Il Premio è una rassegna d’Arte internazionale, bandita dal Maestro Gaetano Pallozzi, che ha voluto mantenere il senso della continuità anche per questo anno così profondamente segnato dalla triste tragedia che ha colpito la città dell’Aquila; in segno di solidarietà e rispetto, riducendo le risorse, ha sospeso premi e momenti collaterali.

Un curriculum artistico meritevole di questo riconoscimento; al suo attivo numerose pubblicazioni e una fitta rassegna stampa che ha interessato la sua attività; tra le mostre di rilievo, da segnalare: Progetto Arte a Monteiasi, Autori contemporanei al Centro Minossi di Policoro, Museo della conchiglia a Lizzano, Omaggio alla Magna Grecia a Carosino, V Biennale a Monterosso Calabro, Arte-Cultura al Castello Episcopio di Grottaglie, Museo del giocattolo di Albano di Lucania, Artisti in Via Cava a Taranto, Fondo edo-tempio a Brescia, l’orizzonte del Pluralismo ad Avellino, Expo-arte Bari, Giubileo 2000 a Prato di Principato, Palazzo Vanvitelliano a Mercato S. Severino, Chiostro S. Francesco a Grottaglie, e altre prestigiose rassegne itineranti presso gallerie e pinacoteche di svariate città italiane, a cura di illustri critici e addetti ai lavori.

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