OCCHIO PARLANTE INTERVISTE

2001 - DAL PARLAMENTO: GIANCARLO CITO 

Nel corso della Tredicesima Legislatura, oramai conclusa, Taranto è stata rappresentata anche all’opposizione. E’ stato l’onorevole Giancarlo Cito, infatti, il referente di centro destra che la provincia jonica ha avuto in seno alla Camera dei Deputati.


Onorevole, alle elezioni amministrative e alle politiche duemilauno, come si presenta il Movimento At6 Lega d’Azione Meridionale?

Il mio Movimento si presenta da solo come gli altri anni, alle politiche del ‘94 e a quelle del ‘96, per l’irresponsabilità da parte di coloro che hanno diretto le trattative circa le candidature e gli ac- cordi con le varie formazioni politiche.

Qual è l’aspetto della vita da parlamentare che più l’affascina?

Innanzitutto comporta la formazione di una cultura differente, in quanto leggere una Legge è un conto, fare una Legge è ben altra cosa. Soprattutto quando una Legge è stata concepita nell’interesse del popolo italiano, e non per danneggiare delle fasce della società italiana, è un’ esperienza affascinante perchè tu ne hai partecipato.
 

A quale delle sue vittorie politiche, come Consigliere, Sindaco, Parlamentare, è più legato?
Negli anni Novanta diventai Consigliere comunale e provinciale. L’esperienza che mi lasciò affascinato fu il comizio che feci in piazza della Vittoria dove erano presenti ad ascoltarmi oltre ven- timila persone. Fu il primo comizio dopo aver lasciato la politica da anni. Perchè io lasciai la politica uscendo dal Movimento Sociale Italiano e poi attraverso la televisione misi a nudo i fatti e i misfatti della Città di Taranto.
Nel 1990 presentai la lista e fui il candidato più suffragato d’ Italia, superando l’ ex Sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Presi circa l’ottanta percento dei voti di lista, e circa quindicimila preferenze su Taranto, così diventai Consigliere comunale e provinciale e poi iniziarono le mie disgrazie giudiziarie... perchè biso- gna colpire e affossare le persone che scovano la verità.
 

I tarantini credono in Lei? Lei crede nei tarantini?
Se io non avessi creduto nei tarantini me ne sarei già andato da Taranto... che poi i tarantini credono in Giancarlo Cito l’hanno dimostrato nelle varie competizioni elettorali e soprattutto quando feci il Sindaco contro tutti.
Io giravo fino alle due le tre di notte, facevo il Sindaco in mezzo alla strada e parlavo con cen- tinaia e centinaia di persone ogni giorno e cercavo di risolvere i loro problemi, non mi sono rintanato in un ufficio non ascoltando nessuno.
E mi sono dato da fare perchè questa città è bellissima e merita di essere conosciuta in maniera positiva nel resto del mondo e non per il degrado del territorio.
 

Ha qualche “bomba” elettorale da comunicare ai lettori?
Beh, io bombe non ne metto, non ne ho mai messe, ma me le hanno messe durante la campagna elettorale. Mi auguro soltanto che questo processo si faccia perchè per eliminare politicamente un avversario non si deve ammazzare la persona fisicamente.
Poi, io vado dicendo già da parecchi mesi che questa Amministrazione ha fatto più porcate in dieci mesi che le precedenti Amministrazioni in cinquant’ anni.
Taranto è una città che economicamente sta morendo e non certo perché io ho fatto il Sindaco, anzi io ho creato milleottocento posti di lavoro, malgrado che il Sindaco non sia abilitato a questo. Quindi se non si rivalutano le risorse naturali del nostro territorio questa città rischia di arrivare a centomila abitanti, perché il cittadino disoccupato e in particolare i trentenni, potrebbero pensare di andare in altre città d’Italia.
Inoltre, io sono stato coerente con la mia linea politica. Sono stato eletto in questa lista civica contro tutti così come andrò anche in questa tornata elettorale, non certo per colpa mia, ma per colpa della irresponsabilità di altri, da me difinita anche masochismo galoppante. Avremmo preso dal sessanta al settanta percento sul territorio se fosse stato siglato un accordo. Sono stato cinque anni nel gruppo misto, mentre ben duecentootto parlamentari hanno cambiato casacca.
Voglio sapere che cosa deve dire Massimo Ostillio ai cittadini, il sottosegretario, il miracolato. Quando fu eletto nella lista proporzionale non lo sapeva neanche lui perchè si viene eletti per i voti che prende il movimento, e poi lui ha dato il ben servito ed è passato a sinistra.

E’ una vergogna, politicamente parlando.
 

La famiglia, la politica, lo sport, cosa rappresentano nella sua vita?
Il termine famiglia é importante come il termine patria, come il rispetto per il prossimo. Sono parole che dovrebbero essere alla base del rapporto tra le anime. La famiglia non è un termine astratto perché famiglia significa procreazione, ovvero i figli e quindi le generazioni che si susseguono. Invece, con la politica realizzata dal centro sinistra ci siamo ritrovati allo svuotamento di questi valori. Poi lo sport. Sono sempre stato un atleta. Alle Olimpiadi del Messico ero nella selezione degli Azzurri, poi il nuoto pinnato non fu più ammesso. Sono stato l’unico Sindaco al mondo che ha nuotato per cinquanta chilometri e l’ unico parlamentare per sessanta. L’obiettivo era quello di mettere in evidenza il degrado del mare. Sono cintura nera di secondo dan di Judo e primo dan di Kendo.
Comunque, la politica toglie tempo alle altre attività.
 

Nel raccontare la propria vita politica l’Onorevole ha ricordato la vicenda della Giunta De Cosmo. Sono diventato garantista nel Parlamento e per questo mi sono riappacificato con Mimmo De Cosmo il quale ha subito una condanna da persona innocente per della gente che è abituata a compiere azioni da codice penale... hanno creduto a dei millantatori. Ho mandato a casa De Cosmo non certo per De Cosmo, ma non intendevo che la gente venisse presa in giro.


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Giancarlo Cito
(At6 Lega d’Azione Meridionale-Federazione del Sud), nato a Taranto il 12 agosto del ‘45, geometra, Deputato alla Camera. E’stato Consigliere comunale, provinciale e Sindaco di Taranto.

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