OCCHIO PARLANTE INTERVISTE

2009 - DANTE CAPRIULO: CHE NE SARA' DEL PARTITO DEMOCRATICO? 

Walter Veltroni lascia, Dario Franceschini prende. Cambiamenti ai vertici nazionali, divisioni interne, insomma per il Partito Democratico pare non tiri proprio aria buona.
Ma cosa ne pensa un’esponente di spicco del Partito Democratico di terra jonica come Dante Capriulo?


Ero per il Congresso subito, perché il problema attuale non è il leader ma la definizione di una linea politica chiara su tante questioni, da quelle etiche, alla collocazione europea, ai temi del lavoro, dello sviluppo, dell’opposizione a Berlusconi.
La linea politica di un partito si può definire solo in un Congresso. Noi siamo nella difficoltà di costruire un progetto che sia così sfidante come lo è stato quello del Partito Democratico, del quale continuo a essere un sostenitore.
 

La molteplicità di idee che vivono nel Pd può portare a una divisione?
Una divisione su tutto, ma il Pd è un partito del 34% di preferenze, difficilmente può essere monolitico; guai se in un grande partito non ci fossero idee diverse, però sui valori fondanti non possiamo dividerci, bisogna trovare solo un modo con cui si decide e una volta trovato, quella deve essere la linea del partito.
 

Una divisione con quali conseguenze?

Qualche contraccolpo lo avremo ma avendo fiducia nel Pd che fonda solide radici nel Cattolicesimo democratico, le crisi dovrebbero essere superate, dobbiamo restituire la speranza agli elettori che ci hanno votato, recuperare l’entusiasmo.

In questo momento la nomina di Franceschini cosa rappresenta: un’ancora di salvezza o una toppa?

È un dirigente capace ma occorre sciogliere i nodi del modo di fare politica e dei valori fondanti. Penso sia più un problema di come fare politica, mi sarei aspettato ad esempio che a Napoli il Pd uscisse dalla Giunta Bassolino, è un paradosso, ma sarebbe servito per dare il senso che, di fronte a problemi gravi, il Pd si schierava con la legalità.
 

A livello locale come stanno le cose?

Sull’Amministrazione comunale sospendo il giudizio; avvertiamo le difficoltà. Su alcune cose avremmo voluto si facessero scelte diverse, manca un po’ di concretezza, per un giudizio compiuto bisognerà far passare un altro pò di tempo, alcune cose vanno modificate.
 

E a livello provinciale?

É ovvio che un’eventuale divisione nel Centrosinistra avrà ripercussioni a livello provinciale, ma si vota per le provinciali e non le comunali, andranno 29 Comuni al voto, Taranto conta un terzo, la gente si esprimerà per il Presidente della Provincia e non per il Sindaco.
 

Come pensa in tutta franchezza andranno le cose?
Io penso che larga parte del Centrosinistra andrà unito e che il Presidente della Regione, Vendola, farà un’alleanza con il Partito Democratico, il problema rimane per le liste civiche al Comune di Taranto che probabilmente andranno da sole.

Sui risultati elettorali quanto influirà tale eventuale divisione?

Penso che le liste civiche non potranno ottenere il 50% più uno dei voti alle provinciali, quindi la forza maggiore sarà quella dell’ alleanza di Centrosinistra.

Sull’elettorato che ripercussioni avrà?
Sicuramente più si crea confusione più l’elettorato è disorientato, considerando che già non viviamo una facile fase politica, sarebbe quindi auspicabile l’unità.

A livello regionale?
Ci sono delle tensioni, sia perchè i piccoli partiti sono preoccupati dello sbarramento al 4% e sia perché Vendola purtroppo, imbarcandosi in questa avventura di leader politico, mette in difficoltà il suo essere capo di una coalizione a livello regionale. Al 90% il candidato sarà Vendola.

Un parere secco sulle consultazioni europee?

Il Pd al momento è in difficoltà ma non avrà senso votare per partiti localistici, ma per partiti nazionali e che hanno dei collegamenti europei e penso che la forza che può più garantire un modello europei- sta è proprio la nostra.
 

Un pronostico in vista delle elezioni provinciali?
Per le provinciali penso che sarà difficile ricomporre la frattura con le liste civiche di governo al Comune.
Il Centrosinistra rischia quantomeno di non vincere al primo turno, prevedo un ballottaggio quasi sicuro. Inevitabili le ripercussioni.
Il Comune si sottoporrà a referendum e se il risultato non sarà lusinghiero per queste liste penso che ne dovranno trarre le dovute conseguenze.
Questa divisione metterà in fibrillazione tutto: Provincia, Comune e anche Regione, per la quale si voterà tra meno di un anno.

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